25 dicembre 2010

Tornare nel bel Paese

Ciao a tutti

guardate quest' articolo molto interessante:

http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_24/talenti-estero-legge_29a92b1c-0f31-11e0-bda7-00144f02aabc.shtml

se vuoi tornare, sei ben accetto, guardate:

Talenti all'estero, ora potete rientrare

Approvazione bipartisan in Senato

Il commento - LO DICE LA LEGGE

Talenti all'estero, ora potete rientrare

Approvazione bipartisan in Senato


«Una cartolina per tutti gli Italians del mondo». È stata salutata così, in Senato, la nuova legge sul ritorno dei talenti. Chi è nato dopo il 1° gennaio 1969, possiede una laurea, ha lavorato negli ultimi due anni all'estero e decide di rientrare in Italia godrà di un forte incentivo fiscale: i maschi verranno tassati sul 30% del reddito, le femmine sul 20%.

La condizione: avviare un'attività di impresa o di lavoro autonomo, oppure essere assunti (ecco perché la nuova legge dovrebbe piacere anche alle aziende). Legge di iniziativa parlamentare (una delle poche), bipartisan (caso raro), approvata a larghissima maggioranza cinque ore prima della riforma dell'università (una coincidenza interessante). Solo Futuro & Libertà per l'Italia (Fli), trascinata da un tonitruante Mario Baldassari («un provvedimento inutile, demagogico e ipocrita!») ha votato contro. Gli hanno risposto i colleghi Mario Ferrara (Pdl): «Questa è una buona legge». E Tiziano Treu (Pd): «Certo, è una legge parziale. Basta, però, aspettare la palingenesi che non arriva. Questo è un contributo per aumentare l'attrattività dell'Italia».

E l'Italia ne ha bisogno. I laureati italiani all'estero sono quattro volte quelli tedeschi, due volte quelli francesi, tre volte quelli inglesi o spagnoli (dati Ocse). Il nostro Paese spende circa centomila euro per portare un ragazzo o una ragazza alla laurea. Spesso il laureato parte e va all'estero (questo è un bene); ma rischia di non tornare più (questo è un male).

Qualche voce critica, in Senato, s'è sentita. Enrico Morando (Pd) ha ricordato che «in passato incentivi al ritorno non hanno avuto successo»; poi s'è detto preoccupato che questa legge ne abbia troppo: «Le fortissime agevolazioni al rientro in Italia sono estese anche ad altri cittadini dell'Unione Europea: un potenziale molto grande». A suo giudizio, la legge non è fornita di copertura: «Così ci siamo ridotti in queste condizioni di finanza pubblica!», ha tuonato tra lo stupore dei colleghi.

«Basta benaltrismi» gli ha risposto il collega di partito Francesco Sanna. «Basta dire che il problema è ben altro. Da qualche parte bisogna pure cominciare. Questa legge è una cartolina dall'Italia spedita a tanti Italians». In quanto alla copertura finanziaria - hanno ricordato Alessia Mosca e Guglielmo Vaccaro, due tra i parlamentari che più si sono battuti per questa legge - «la questione non esiste: se questi italiani non rientrassero, il fisco non avrebbe nulla. Il rientro porta comunque un gettito extra. Senza contare che rientrerebbero talenti, capaci di muovere l'economia».

«È evidente - dice Enrico Letta (Pd), primo firmatario della legge con Maurizio Lupi (Pdl) - che per rendere il Paese più mobile e più giusto nei confronti dei nostri talenti ci vogliono politiche complessive e articolate. Però questo è un primo passo confortante e una dimostrazione di responsabilità da parte di tutto il Parlamento. La classe dirigente non può più permettersi di alzare le spalle rispetto alla dissipazione delle sue migliori energie».

Un piccolo regalo di Natale per la diaspora professionale italiana? Di sicuro un gesto, dopo tante chiacchiere. Una legge per gli anni Dieci. L'unico rischio è che venga ignorata, sopraffatta dalla cagnara italiana. Approvata dalla Camera il 25 maggio, e dal Senato ieri, aspetta ora i decreti attuativi del Ministro dell'economia e delle finanze (entro sessanta giorni). A quel punto, toccherà al ministero degli Esteri e agli italiani all'estero far sapere che questa opportunità esiste: almeno fino al 31 dicembre 2013, poi si vedrà.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Ebbe', ti ghanno tra i 900 e 1800 euro per fare quello che all'estero e' pagato il triplo, ma vuoi mettere pagare meno tasse?

Vincenzo ha detto...

il lordo irlandese corrisponde a quello italiano, il problema sono le tasse... vincenzo

Anonimo ha detto...

Cioe' tu conosci ricercatori che in italia prendono 65k euro lordi l'anno?

Anonimo ha detto...

@Anonimo

forse ti sfugge che la legge favorisce il rientro anche per aprire attivita' a titolo personale o societario....

non ci sono solo le persone che vogliono il loro bello stipendio a fine mese, magari garantito dal cnr a spese dei contribuenti.

Arturo74

Vincenzo ha detto...

quindi solita fregatura???

Anonimo ha detto...

@Arturo
Hai mai provato a parlare con quelli che hanno attivita' e vendono servizi? Come ad esempio assistenza sistemistica, web hosting e simili?

Fatti raccontare di cosa succede quando un cliente non paga le fagture e loro interrompono la fornitura.

Tralasciando il discorso dell'IVA che va versata anche se le fatture non sono state pagate.

Mammamsterdam ha detto...

Mi sembrano quelle solite cose che si dicono per fare il solito scoop da 15 minuti sul Corriere. Quello che scrivono solo a pensarci fa acqua da tutte le parti (spiegatemi poi anche la differenza uomini e donne che io non ci arrivo. Forse per pagarti la tata se fai figli, invece di stare a casa a guardarteli tu, tanto per quello che costa il nido privato non conviene lavorare).

Qui non è questione di incentivo per far rientrare chi ormai una vita altrove, un mutuo capestro e una carriera ce l'ha già (si, persino quelli nati dopo il 69 - io sono del 67 capitemi a me - rischiano di essersi fatti una carriera all'estero nel frattempo e non fare il giovane di bottega) ma di modificare anche un paio di cose piccolissime per permettere a chi ha scelto di restare in italia e quindi questa motivazione ce l'ha già, di guadagnarsi da vivere dignitosamente.

Tanto per adesso in Italia assumono e magari ti trattano bene solo le imprese che devono rifarsi una verginità quanto alla provenienza dei propri capitali, quindi di cosa stiamo parlando?

E prima di dire cosa costa un laureato ala collettivit`(per altro è verissimo) ricordiamoci quanta gente va fuori per farsi un master o una specializzazione di eccellenza all'estero. Se ne avessimo anche noi di centri così sai quanta gente verrebbe pagabdo le megatasse che pagano i non residenti? Ma l'eccellenza nn a caso ce la cerchiamo fuori perché quella dentro non sono neanche capaci di monetarizzarla, né ci riusciremo finché i baroni sono tutti parenti fra di loro.

Mammamsterdam ha detto...

comunque buon anno a tutti.

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