09 febbraio 2010

New York

Uno dei primi e migliori nuovi amici che ho avuto la fortuna di avere a Dublino conosciuto sul posto di lavoro andava matto per New York. Col passare del tempo anche io ho cominciato ad accrescere la mia passione per questa citta', che non ho mai visitato. Come tanti sono qui in Irlanda e potrei restarci per molti anni per quanto mi riguarda ma sono dell'idea che c'e' una cosa che nella vita devo provare ed e' visitare e magari vivere per un po' in questa magica citta'. In alcuni post Bacco ci ha parlato oggettivamente ma anche con entusiasmo di questo paese, gli USA, nato da pionieri in cerca di fortuna, viaggiatori come noi Italiani nel mondo.

08 febbraio 2010

Per chi volesse acquistare un'auto usata

Fiat 500, 600 1955 TO 1992: The Essential Buyer's GuideTutti avranno avuto modo di leggere riguardo il richiamo di milioni di Toyota Prius per un difetto ai freni. Brutta storia per una azienda che io considero seria ed affidabile. Sul Sole 24 Ore ho trovato due link utilissimi per chi intendesse acquistare un'auto usata. Sono qui sotto. Il primo elenca marca per marca tutti gli episodi di richiamo veicolo con descrizione del problema e periodo di produzione dei veicoli interessati. Il secondo link riguarda un articolo con i casi piu' clamorosi della storia auto. Molto interessante devo dire. Lascio il link ed incollo il testo integrale dell'articolo. Se non ho letto male, non ci sono stati episodi gravi per Fiat sebbene il numero di richiami sia altro, oltre 100. Nei prossimi 12 mesi vorrei acquistare un'automobile usata ed e' molto utile poter controllare se ci siano stati, conoscendo il periodo di produzione dell'auto a cui si e' interessati, eventuali difetti di produzione. Buona lettura.


http://www.trasporti.gov.it/page/NuovoSito/site.php?p=albric


http://www.motori24.ilsole24ore.com/Sicurezza/2010/02/richiami-auto-storia.php





I grandi richiami della storia dell'auto

di Corrado Canali


Errori e piccole anomalie sono all'ordine del giorno in tutti i settori industrali, figuriamoci nell'automobile, un mezzo destinato a viaggiare su strada e dunque con le numerose variabili che ne conseguono, oltre che affidato alle mani di utilizzatori dai più abili ai più inesperti. L'anomalia, di conseguenza, fa parte della normale casistica e le Case d'auto sono le prime ad avere interesse a sostituire il pezzo difettoso, proprio per salvaguardare col rapporto di fiducia che non può mai venire meno fra costruttore d'auto e acquirente finale. Di sicuro, però, la sempre più complicata vicenda dei maxi-richiami di Toyota riporta alla memoria di altre famose operazioni effettuate da altri costruttori e non solo di automobili. La prima che suscitò un vero e proprio scandalo nell'opinione pubblica mondiale, è quella che tra il 2000 e il 2001 riguardò i pneumatici della Firestone. Nessuno sa esattamente quanti ne siano stati ritirati, 7 o 13 o addirittura 25 milioni di pneumatici ATX Firestone hanno provocato negli Usa uno dei più grandi scandali legati all'automobile, con oltre 250 morti per incidenti più 3.000 feriti. La vicenda colpì gravemente anche il gruppo Ford che montava le gomme Firestone proprio su uno dei suoi SUV più venduti negli Usa, l'Explorer e dovette rifondere per indennizzi ai propri clienti ben 2,4 miliardi di dollari. Sempre in quegli anni, un altro scandalo interessò la Mitsubishi: in Giappone la polizia, indagando su un incidente, scoprì casualmente documenti che dimostravano come l'azienda nipponica fosse al corrente di alcuni difetti relativi ad auto, bus e truck di propria produzione ma che li copriva da circa trent'anni. Lo scandalo costò alla Mitsubishi 11 mila posti, più o meno 1/4 della forza lavoro di allora e per sopravvivere fu costretta a cedere il controllo della società al gruppo DaimlerChrysler. Altri maxi-richiami di veicoli difettati sono avvenuti negli Stati Uniti, dove l'estrema attenzione per il consumatore e la trasparenza ha reso questa operazione da sempre molto in voga. Su tutta la materia governa la potentissima NHTSA, National Highway Traffic Safety Administration, a cui spetta il complesso compito di monitorare la difettosita dei veicoli venduti negli Usa e di comunicare e tracciare la gestione dei richiami. L'anno di punta è stato il 2004 quando sono state segnalate difettosita riguardanti 30,8 milioni di veicoli. Attualmente, la classifica dei dieci piu importanti richiami vede al primo posto la Ford, con ben 12 milioni di auto e truck fatti rientrare nelle concessionarie nel febbraio del 2008 per un interruttore a rischio di surriscaldamento. Ford si aggiudica anche il secondo posto con gli 8,6 milioni di veicoli controllati nel 1996 per un difetto all'accensione. Al terzo posto c'è la General Motors, che nel 1971 richiamo 6,7 milioni di veicoli per un difetto ai supporti del motore. GM si aggiudica anche il quarto posto nel 1981 (5,8 milioni di auto) per un difetto nei bulloni delle sospensioni anteriori. Ford ricompare al quinto posto con il recall del 1971 riguardante 4,1 milioni di veicoli e relativo a un possibile distacco del fissaggio superiore delle cinture di 


sicurezza. Di nuovo GM al sesto posto nel 1973, quando vennero controllate 3,7 milioni di auto per il possibile distacco della scatola dello sterzo. Bisogna scendere al settimo posto per trovare la prima Casa non americana: è la Honda che nel 1995 richiama 3,7 milioni di auto per la difettosità del pulsante di rilascio delle cinture di sicurezza. Non meno grave il difetto che nel 1972 obbligò la Volkswagen a richiamare 3,6 milioni di Maggiolino, assegnandole l'ottavo posto in classifica: il braccio del tergicristallo si staccava improvvisamente azzerando la visibilità. Al nono posto un altro richiamo GM nel 2004 (3,6 milioni) per la sostituzione dei fissaggi del portellone posteriore. Infine al decimo posto torna Ford (3,6 milioni) per difetti alle tubature di alimentazione del carburante. Riguardo all'Europa, la situazione dei richiami è molto più frammentaria: ogni Paese agisce indipendentemente attraverso gli organismi ufficiali, nel caso italiano è il ministero dei Trasporti che nel suo sito indica tutti i richiami divisi per marca o le organizzazioni indipendenti, come i vari automobil club. Sui difetti delle auto esiste anche un osservatorio dell' Unione europea, nell'ambito della Direzione Generale per la Salute e i Consumatori. Le vetture vengono però trattate alla stregua dei giocattoli e degli altri prodotti che possono avere conseguenze dannose per la salute dei consumatori. L'anomalia e la procedura d'inserimento dei difetti, che viene avviata su richiesta di un qualsiasi Stato membro.


Alfredo




Stealing Speed: The biggest spy scandal in motorsport history



06 febbraio 2010

Come ottenere il sussidio di disoccupazione in Irlanda

Se state rischiando di perdere il lavoro questo post potrebbe esservi utile. E' cosa buona informarsi in tempo, prepararsi in caso si teme questo triste evento. Qualche buona notizia, i siti web www.citizensinformation.ie e www.welfare.ie sono molto dettagliati e snelli da utilizzare e la burocrazia irlandese per fortuna e' molto piu' leggera rispetto a quella a cui siamo abituati nel bel paese.


Il sussidio non corrisponde ad uno stipendio medio ma e' cospicuo e puo' essere rinforzato da una serie di sussidi creati per situazioni particolari. Il sussidio per chi ha lavorato almeno due anni si chiama jobseeker benefit. Se non qualificate potete applicare per il jobseeker allowance che in sostanza vi da la possibilita' di ottenere lo stesso ammontare di denaro. Questo link vi rimanda a maggiori informazioni riguardo la differenza. In alcuni casi conviene richiedere il jobseeker benetif, in altri il jobseeker allowance. Il primo dipende dal reddito medio settimanale dell'anno di riferimento, che e' due anni solari precedenti l'anno in cui fate la richiesta. Se ad esempio applicate oggi, l'anno di riferimento e' il 2008. Se il vostro stipendio era basso nel 2008 potreste non qualificare per il livello massimo di benefit, quindi vi conviene applicare per il jobseeker allowance. Il jobseeker benefit dipende dal reddito e quindi dall'ammontare di PRSI pagato. La tabella qui sotto illustra i diversi livelli di pagamento a seconda della fascia di reddito. Occorre aver avuto un reddito di 15600 nel 2008 per ottenere il massimo. Credo sia abbastanza facile rientrare nella fascia massima. 





Weekly Jobseeker's Benefit payment in 2010:
Average weekly earningsPersonal rate
Less than €150€88.10
€150 - €219.99€126.60
€220 - €299.99€153.60
€300 or more€196 



I requisiti minimi sono visibile seguendo questo link . Ripeto, se non qualificate potete applicare per il jobseeker allowance che non ha parametri di esclusione riguardo al tempo siete stati impiegati.
La pagina dedicata al jobseeker allowance e' questa . Quando si applica per il jobseeker benefit in sostanza si applica per il tipo benefit e si richiede, in caso non si qualificasse, di applicare per l'allowance. Credo il concetto dovrebbe essere chiaro.


Su questo blog facciamo informazione e spesso parliamo positiviamente dell'Irlanda, della sua economia, della burocrazia. Ogni tanto qualcuno ci insulta, sostenendo che siamo ottimisti perche' i nostri stipendi sono alti, siamo schiavi del denaro ed e' questo il motivo per cui diamo giudizi positivi su questo paese, insomma non siamo imparziali.


Ed invece no. Vi sbagliate. Per dimostrarlo condividero' un'esperienza abbastanza personale sebbene non sia mia abitudine divulgare informazioni troppo personali. 

Pur essendo molto soddisfatto in ambito lavorativo ed in piena carriera, sono giovane ed ho uno stipendio decente per un giovane della mia eta' ma non abbastanza per mantenere un alto standard di vita per una famiglia monoreddito. Questione di tempo. Crescero' e qualcosa cambiera'.


Senza offesa ma qui io voglio fare informazione e non sfogarmi come se fosse il mio diario personale quando poi non lo e', e' una pagina del web. Si vedono blog che sono diari personali, non fanno per me. Oggi tuttavia vi dico che mia moglie ha avuto una forte riduzione di orario di lavoro oltre 6 mesi fa,c ed un mese fa ha perso il lavoro dopo quasi 4 anni come dipendente della stessa azienda. Non l'ho mai scritto in questo spazio ed ho continuato a discutere oggetivamente sia dei problemi che degli aspetti positivi di questo paese.


In seguito a questa esperienza personale sono in grado di poter sostenere che chiedere il sussidio di disoccupazione e' fortunatamente molto semplice e veloce. E' importante recarsi subito nel social welfare local office , se cliccate sul link potete visualizzare la pagina con i links divisi per citta' ed area. Dublino e' divisa in distretti. Non andate in un ufficio diverso da quello assegnato alla vostra zona perche' sarete direzionati a quello della vostra area. 



Cosa occorre portare con se quando ci si reca all'ufficio del welfare

In questa pagina c'e' la lista dei documenti necessari, e qui sotto la lista
  1. P45 o lettera del datore di lavoro
  2. Le ultime buste paga, 4/5 dovrebbero bastare
  3. PPS
  4. Busta paga del coniuge se sposati
  5. Una prova dell'indirizzo non piu' vecchia di due mesi
  6. Documento di identita'
  7. Dettagli di figli a carico se siete genitori
Questa pagina web e' molto dettagliata, vi consiglio di visitarla. E' lo stesso link fornito prima della lista qui sopra.

Sul sito web si richiede di portare con se qualche prova del fatto che state cercando attivamente lavoro, ma quando l'avete appena perso di solito non richiedono nulla, specialmente se avete lavorato per un discreto periodo di tempo, e mi pare logico. Probabilmente fanno molta attenzione a questo dettaglio se chidete il sussidio a causa di una riduzione dell'orario di lavoro o per gli studenti che possono richiedere l'aiuto se dopo tre mesi dopo la fine degli studi non hanno ancora trovato un lavoro.

Ebbene si, si puo' richiedere il sussidio se avete avuto una riduzione delle ore di lavoro ma siete ancora impiegati. Questa pagina vi da tutte le informazioni generali necessario all'applicazione per il sussidio totale o parziale, con i relativi link alle informazioni dettagliate sulle sezioni piu' importanti.

L'anno scorso gli uffici sono andati in tilt per l'alto numero di domande, ma conosco persone che han perso il lavori in Gennaio 2009 e posso dirvi che a parte le lunghe file, l'attesa non e' stata piu' lunga di qualche settimana. Certo se siete a secco anche una settimana e' troppo, ma confido nella buona abitudine di molti di noi italiani di mettere da parte qualche risparmio per il futuro, siamo una nazione molto cauta al riguardo. 

Nella mia esperienza personale posso dirvi che mia moglie si e' recata nell'ufficio di venerdi, ha compilato la domanda a casa (pagina con i vari form), UP1 o UP6 a seconda che siate alla prima vostra richiesta o meno e quanto sia vecchia l'ultima richiesta. Aveva dimenticato la prova dell'indirizzo quindi l'impiegata le ha rilasciato una ricevuta che attestava avrebbero atteso per una settimana prima di disfare la richiesta. E' tornata il mercoledi successivo ed il venerdi avevamo gia' ricevuto la lettera a casa che attestava, per fortuna, l'approvazione. Il lunedi, 6 giorni lavorativi dopo la prima visita, il pagamento era gia' in attesa di riscossione nel nostro ufficio postale locale.

Se avete abbastanza contributi (PRSI) il sussidio puo' durare fino ad un anno ed e' in forma piena del valore di 196 euro settimanali. Vi sara' recapitata una card con il vostro PPS se non ne avete una (io non la possiedo essendomi registrato prima che fosse istituita); con questa carta l'addetto all'uficio postale puo' consegnarvi il sussidio che viene elargito una volta alla settimana. Una volta al mese dovete recarvi a firmare nell'ufficio locale del welfare dove avete fatto la domanda. 
Se avete qualche piccolo risparmio potete sopravvivere. Il sussidio non e' alto ma in compenso viene approvato e dispensato rapidamente. Ci sono una serie di altri sussidi disponibili se siete single o con coniuge a carico ed avete difficolta' nel pagare l'affitto. Conosco una coppia che riceve il sussidio per l'affitto, il marito perse il lavoro e lei lavorava part time. Han ricevuto un sussidio intero, uno dimezzato (per la moglie che lavora part time) ed il sussidio per l'affitto.

Non ho approfondito perche' come coppia non qualifichiamo essendo il mio reddito sufficiente a mantenerci, questa pagina puo' guidarvi. Se vi recate nel centro di assistenza locale per informazioni la maggior parte degli impiegati e' molto gentile e pronta ad aiutarvi.  In questo momenti un po' di gentilezza aiuta a sentirsi meglio, non abbandonati e trascurati. Le procedure sono estremamente snelle, personalmente ho trovato molto piu' difficile capire come pagare le tasse universitarie quando ero studente che compilare la domanda di sussidio. Conviene a tutti, non solo a chi sta perdendo il lavoro, familiarizzare con citizensinformation.i e socialwelafare.ie, potrebbero esserci dei benefit per voi di cui non siate a conoscenza. 


In questa pagina ci sono le risposte ad una serie di domande tipiche (FAQ) riguardo il sussidio.

Concludendo, spero questo post non vi serva a nulla, il mio augurio e che continuate a lavorare. 

Alfredo

05 febbraio 2010

The Hangover

In Italia e' passato inosservato.

Il titolo, anzi, la traduzione, era "Una notte da leoni". Un titolo ridicolo, una traduzione ridicola, per quello che e' l' hangover.

Un film che non e' stato capito, secondo me, in un paese dove la cultura del bere per divertirsi non e' concepita, per il momento.
Non che da noi non vi siano alcolizzati, ma il bere per divertirsi e' un qualcosa che non esiste come accettazione da parte della societa', dobbiamo ammetterlo.

Lo vidi appena uscito e morii dalle risate.
Mi ritrovai in molte cose. Mi rividi in tanti Hangover passati.


Un film che alcuni ameranno, alcuni probabilmente considereranno infantile.

Lo amera' chi, come me, piu' volte si e' svegliato la mattina non ricordandosi cosa fosse accaduto la notte precedente.
Chi, come me, si e' spesso ritrovato in citta' del mondo a dormire in posti improponibili, senza ricordarsi nemmeno in quale citta' si fosse, e rispondendo in italiano , al mattino , ai propri interlocutori stranieri.





In una vecchia sala da biliardo a Bucharest. Nel letto di un collega a Roma, a Milano. A casa di amici a Napoli. In una vecchia abitazione a Mombasa, con un vecchio signore di colore che viene a svegliarti, e tu che non ti ricordi nemmeno l'indirizzo di casa.
Nell'ascensore di un albergo sempre a Bucharest.
Fuori dalla porta della propria camera d'albergo a Seattle.
Nel giardino di una casa di perfetti sconosciuti a Nairobi, spariti il giorno dopo.
A casa di amici Irlandesi e Polacchi a Dublino.
Su una panchina di Grand Canal.

Guardatelo.
Ed ogni tanto nella vita, lasciatevi andare. Non vi fara' male.
Buon hangover a tutti

Bacco1977

Non e' facile integrarsi..

Non lo e'.
Lo disse anche Vinz. Dopo quasi tre anni in irlanda posso dire di riuscire a muovermi dignitosamente, ma ad essere completamente integrati ci vorra' ancora del tempo.
Ieri sera ne discutevo con un collega Irlandese. Anche lui e' stato expat, in Francia, per oltre cinque anni. Un rapporto di amore ed odio il suo. Difficile integrarsi, difficile addirittura fermarsi a parlare per lui che, da Irlandese, faceva della conversazione con il perfetto sconosciuto quasi uno stile di vita.

Gli racconto la mia situazione. Un paio di amici Italiani, un paio Irlandesi, un paio polacchi. Nessun altro. Bene cosi', a me serve poca gente ma buona intorno. Di infami approfittatori ne ho gia' conosciuti troppi fino ad oggi.
Gli dico che il mio espatriare in irlanda era anche dovuto alla passione per un posto e per la sua gente, che si e' poi rivelato diverso da cio' che mi aspettavo, soprattutto a causa della tigre celtica.
Un popolo che ha cominciato a discutere solo di proprieta', di banche e di metri quadri.
Mi ascolta in silenzio, da tipico Irlandese. Mi lascia sfogare per trenta minuti.
Gli racconto della difficolta' di trovare amici fuori dal pub. Delle difficolta' di inserirmi a pieno nella societa' che mi sta attorno e che in qualche modo amo e rispetto, nonostante i suoi difetti.
Quando ho finito mi racconta la sua esperienza e quella dei suoi amici in altri posti d' Europa occidentale.
Mi dice delle difficolta' di integrazione in Francia, in Belgio, in Germania, in Scandinavia. L'Irlanda e' uguale, e' la stessa cosa. Il fatto che ti venga data la possibilita' di parlare, di esprimere la tua opinione in mezzo alla gente, non vuol dire che sei diventato loro amico dall'oggi al domani. Per loro la conversazione e', allo stesso tempo, fondamentale ed inutile.
Fondamentale ed inutile.
Un pezzo importante del loro modo di vivere, della loro societa', ma inutile.
Inutile per quanto riguarda poi la possibilita' di fare amici.
In Irlanda non diventi amico di qualcuno con le chiacchiere. Lo diventi con i fatti.
Forse in Italia sei abituato che, facendo il ruffiano, riesci a diventare amico di qualcuno. Qui no, non e' cosi'.
I fatti. I gesti. Non le chiacchiere.

Gli racconto della mia esperienza di un anno a Bucharest, dove in pochi mesi avevo amici che venivano a casa ogni giorno, con cui usciv insieme, con cui giocavo a calcio in terribili campetti di perifaria, accerchiati dai ROM (sono sopravvissuto).

Forse nei paesi poveri c'e' ancora tempo per le relazioni. Ma anche li' il Dio denaro sta mietendo le sue vittime. Anche li' vidi il paese cambiare in due mesi, non appena aprirono le frontiere il 1 gennaio 2007. Ed il dio denaro inebrio' le loro menti. Ricordo che si comincio' a parlare solo di quanti soldi l' Europa avrebbe portato nelle casse del paese e nelle loro tasche, vuote fino a quel momento. E tutti lasciarono il loro paese.
Anche lui e' d'accordo. Nei paesi poveri c'e' ancora il tempo per le relazioni umane. Ancora per poco, purtroppo.

Inaspettato discorso ieri sera. Da un cittadino di un popolo che ha accarezzato il sogno della ricchezza e che ora si trova ad affrontare una realta' dura. Ma che, sembra, stia ricominciando a ritrovare se stesso.

Il male non viene sempre per nuocere


Bacco1977

04 febbraio 2010

Me ne vado in Spagnaaaaaaaaaaaaaaaa

Ma c'e' il 20% di disoccupazione...
Sono solo voci...Non capisci un cazzo.....Li si fa sempre fiesta..

Non ricordo chi scrisse su questo blog che la Spagna di Zapatero aveva pure ricevuto i complimenti dall'Europa.


Quest'oggi si sono complimentate le borse

Lo dico da circa due anni che la situazione Spagnola era pure peggio di quella Irlandese.
Dovrei dire ve lo avevo detto.
Ed infatti lo sto facendo.
Ve lo avevo detto. Lo scrissi in vari post di fare attenzione a spostamenti azzardati in Spagna, che la situazione stava precipitando, che avevo alcuni familiari molto vicini che se la stavano passando molto ma molto male.
Niente.
Dicevo fesserie.

Auguro alla Spagna di uscirne presto, visto che e' un gran bel paese che merita prosperita' ed un futuro radioso.
Un paese di gente in gamba talentuosa, capace.
Un popolo molto vicino al nostro.

Bacco1977

02 febbraio 2010

Sanita' Italiana

Ciao a tutti

Con questo articolo vi volevo informare che la sanita' italiana sta peggiorando tantissimo e che si paga per essere curati.

Faccio questo sfogo perche' mia sorella si doveva operare al Cardarelli di Napoli il 25 gennaio, ma gli infermieri tale giorno le hanno detto di tornare dopo sette mesi perche' non ha il cancro ( oviamente il tutto in napoletano ;-))) . Ci siamo informati e le hanno detto che se si vuole operare quanto prima deve sborsare 15k. Da li ho concluso che in Italia la sanita' non e' ormai piu' gratis.

Ha chiesto aiuto presso degli ospedali di Milano e le e' stato detto che curano solo i residenti in regione Lombardia...

Quindi cari sindromati non venite piu' a dirmi che in Italia non si paga niente per le cure mediche...Ma si paga e pure caro. Alf. puoi aggiungere le tue info gravose sulla sanita' italiana...


Meditate

Vincenzo

Riprende a salire la disoccupazione

Pessime notizie.
Siamo al 12,7%....

In caso qualcuno si chieda se valga ancora la pena di "tentare l'avventura".....

31 gennaio 2010

Parole chiave

Ogni giorno controllo le chiavi di ricerca da cui provengono le visite al blog. Certo che ne trovo proprio di strane. Vorrei condividere la lista delle parole chiave di ieri 30 Gennaio. Dove vedete una linea come questa -- dovete immaginare una parolaccia. Non facciamo censura ma non voglio troppa volgarita' qui sul blog.


Alcune parole chiave sono molto interessanti, denotano ricerche serie e mi fa piacere. Altre.. be altre mi fanno ridere, mi domando come sia possibile ce ne siano cosi tante strane!


Ecco la lista



alla baldracca piace nel --        
baldracche londra                          
catello mari wikipedia                  
cavesi in dublin               
cerco parco della vittoria                             
cinesine scorregie                          
come si mangia in irlanda a colazione                    
da evitare a dublino                      
dialetto cavese               
differenze tra salerno e napoli                 
dublino zone 24                              
eurispes stipendi ocse pdf                         
fruttivendoli di salerno                
la libertà è potere                          
le donne tutte nude con la --- da fuori                         
lunapop c'e qualcosa di grande                
matrimonio civile aire americano                            
ocse                     
offerte di lavoro assistente bagnanti                     
perche' si usa il sale quando c'e' ghiaccio              
prostitute dublino                         
rapporto eurispes salerno                          
risse donne                      
stipendi italiani anni trenta                        
stipendi medi lordi annuali dei paesi ocse                           
uno tsunami italiano       


Buona domenica
Alfredo

30 gennaio 2010

Rapporto Eurispes: «Gli stipendi italiani tra i più bassi dei Paesi industrializzati»

E che ne parliamo a fare? Parliamo di notizie serie.
Chi dice non sia vero, chi afferma il contrario. Gli stipendi italiani, il dilemma del XXI secolo. Il rapporto OCSE sostiene che gli stipendi netti italiani siano al 23esimo posto tra i paesi industrializzati, poco piu' di 14000 euro medi netti all'anno e che in alcuni casi gli affitti sono cosi alti in proporzione allo stipendio che per vivere in una zona centrale in una delle otto citta' esaminate occorrerebbe il 116% del reddito di una famiglia che intasca 20000 euro annui. In pratica non si puo pagare l'affitto con un solo stipendio in centro citta'.

Non per fare il solito paragone, ma vivendo a Dublino io porto un esempio dalla citta' dove vivo. Oggi uno stipendio minimo e' intorno a 1400/1500 euro e l'affitto di un bel appartamento in ottimo stato di 50 metri quadri con una stanza costa 800/900 euro in zona centrale, a pochi minuti a piedi dalla linea del tram e dalle due stazioni principali. Spostandosi di meno di 2 km, sempre all'interno della citta' l'affitto scende, e di molto. Insomma un single con un lavoro come lavapiatti puo' permettersi un appartamento al centro.

E' possibile a Roma? Ed a Milano? Non credo. Un neolaureato fortunato si ritrova al massimo 1100 euro ed una camera costa oltre 500 euro, quanto un monolocale? Qualcuno mi dia informazioni per favore.
Questo post nasce allo scopo di protesta, una protesta contro questa ingiustizia. Non e' un post scritto per fare invidia a nessuno che si ritrovi a vivere e lavorare in Italia al momento.

Non voglio dilungarmi troppo, vi lascio alla lettura dell'articolo preso dal Corriere . Per chi sostenga che il Corriere sia comunista, la notizia appare anche sul Sole 24 Ore . Vi consiglio inoltre la lettura di questo articolo ed il rapporto Eurispes.

Qui sotto il testo integrale come dal Corriere. Buona lettura.



Rapporto Eurispes: «Gli stipendi italiani
tra i più bassi dei Paesi industrializzati»
L'Italia occupa il ventitreesimo posto sui trenta dell'Ocse. E l'affitto può assorbire tutto il budget familiare

MILANO - Gli stipendi italiani sono tra i più bassi dei Paesi industrializzati. «Dalla classifica 2008 relativa alle economie che fanno parte dell'Ocse emerge che, a parità di potere d'acquisto, l'Italia occupa il ventitreesimo posto sui trenta paesi monitorati, con un salario medio netto annuo che ammonta a 21.374 dollari, pari a poco più di 14.700 euro». È quanto si legge nel "Rapporto Eurispes Italia 2010 (scarica il testo completo in pdf).



(Fotogramma)LA CLASSIFICA - «Tra i paesi con il maggior salario medio netto annuo per un lavoratore senza carichi familiari si collocano tra i primi dieci: Corea del Sud (39.931 dollari), Regno Unito (38.147), Svizzera (36.063), Lussemburgo (36.035), Giappone (34.445), Norvegia (33.413), Australia (31.762), Irlanda (31.337), Paesi Bassi (30.796) e Usa (30.774) - continua l'Eurispes - Il nostro Paese con 21.374 dollari occupa invece la ventitreesima posizione. «Volendo fare un paragone con gli altri cittadini europei, il lavoratore italiano percepisce un compenso salariale che è inferiore del 44% rispetto al dipendente inglese, guadagna il 32% in meno di quello irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il 19% in meno di un greco, il 18% in meno del cittadino francese e il 14% in meno di quello spagnolo. I lavoratori italiani incassano dunque ogni anno retribuzioni medie tra le più basse dei paesi industrializzati, mediamente il 17% in meno della media Ocse, il cui valore è pari a 25.739 dollari».

LA CRISI - Il rapporto Eurispes, come sempre, scatta un'istantanea del nostro Paese sotto molti punti di vista. Sempre analizzando il quadro economico italiano, la ricerca rivela che nonostante la crisi «galoppante» a livello mondiale, il sistema produttivo italiano ha registrato un aumento delle imprese di 28mila unità nel secondo trimestre del 2009. Aumento che ha riguardato per lo più imprese individuali con titolari non giovanissimi, visto che la percentuale di giovani imprenditori con età inferiore ai 30 anni è diminuita, mentre è aumentata quella relativa alla fascia di imprenditori tra i 30 e i 49 anni. E sono in particolare le «imprese rosa» quelle che resistono meglio alla crisi.


AFFITTI - L'Eurispes si occupa anche di redditi familiari, sottolineando che un affitto ormai può pesare sul budget di una famiglia con un reddito annuo di 20 mila euro l’anno e che abita in una zona centrale fino al 116 per cento. L'Eurispes confronta il canone di locazione annuo medio di otto città (zona centrale o periferica) con un reddito lordo disponibile di 20 mila o 30 mila euro. Una famiglia con un reddito annuo di 20mila euro che volesse vivere in una zona urbana centrale di una delle otto città considerate, afferma l'Istituto, dovrebbe destinare al pagamento del solo canone di locazione (escluse quindi le spese accessorie), una percentuale del proprio reddito compresa tra il 24,8% e il 116,6%, mentre in zona periferica la stessa percentuale varierebbe dal 20,2% e il 67,5% (rispettivamente Palermo e Roma). L'incidenza del canone di locazione su un reddito di 30mila euro l'anno «risulterebbe, ovviamente, inferiore, ma tutt'altro che trascurabile», si sottolinea nel Rapporto: Varierebbe, infatti, tra il 16,6% e il 77,8% in una zona urbana centrale e tra il 13,4% e il 45% in periferia (rispettivamente Palermo e Roma). Inoltre, una famiglia su tre non arriva a fine mese. L'Eurispes rileva però «segnali di ripresa» perché diminuiscono gli italiani che devono »raschiare il fondo del barile» o che hanno difficoltà a pagare il mutuo o l'affitto. Rispetto allo scorso anno, spiega l’Eurispes, sono in diminuzione le famiglie che hanno necessità di utilizzare i risparmi familiari (42,9% del 2010 contro il 51,2% del 2009) o che hanno difficoltà a pagare la rata del mutuo (23,3% del 2010 contro il 34,3% del 2009) o il canone d'affitto (18,1% del 2010 contro il 23,1% del 2009). Il 30,8% delle famiglie italiane inoltre, riesce a risparmiare qualcosa.

BANCHE - La maggioranza degli italiani, sottolinea ancora l'Eurispes, è critica verso le banche: per l’86,1%, quasi 9 su 10, gli istituti non sono in grado di farsi carico delle necessità delle famiglie. Per quanto riguarda l'onerosità dei prestiti bancari, il giudizio degli italiani è «decisamente negativo»: quasi la metà (45,7%) di coloro che hanno avuto accesso al credito «negli ultimi tre anni ritiene che il tasso di interesse applicato sia alto» e solo uno su tre (32,3%) ritiene viceversa che sia «adeguato». L'86,1% ritiene che il sistema bancario italiano non sia «in alcun modo o poco in grado di farsi carico dei problemi e delle necessità delle famiglie (rispettivamente il 46,6% e il 39,5%)», mentre solo l'8,8% pensa che sia abbastanza in grado e solo lo 0,7% molto in grado. Il 55,2% degli italiani è inoltre «molto convinto» che le banche diano credito solo a chi dimostra già di possedere beni, mentre il 33,6% ne è comunque abbastanza convinto.

IMMIGRATI - Non manca un'analisi dell'immigrazione: secondo l'Eurispes, quasi la metà degli italiani (46,1%) ritiene che un atteggiamento di diffidenza nei confronti degli immigrati sia giustificabile, ma solo in alcuni casi. Il 22,8% definisce questo atteggiamento pericoloso, il 17,7% riprovevole, il 10,4% condivisibile. Nelle Isole la diffidenza verso gli immigrati viene definita pericolosa in percentuale superiore alla media (27,2%). Al Nord-Est, invece, sono particolarmente numerosi coloro che considerano giustificabile la diffidenza verso gli immigrati, ma solo in alcuni casi (53,2%), mentre sono inferiori alla media quelli che la considerano riprovevole (13%).

DAL CAPPUCCINO AI SINGLE - Spazio poi alle curiosità. In ordine sparso: il 17% degli italiani salta cappuccino e cornetto; in soli tre anni i single nel nostro Paese sono aumentati del 10%; il 60% degli italiani è contrario alla rimozione del crocifisso; il 2009 potrebbe essere ricordato come l'anno in cui sono avvenute più segnalazioni da dieci anni a questa parte; un italiano adulto su tre dichiara di bere alcolici, e se questa è un'abitudine saltuaria per il 55,7%, beve spesso l'11% e tutti i giorni il 4,1%.


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